Ordinanze del Sindaco sulla via Padova, Marzo 2010

IL DISACCORDO DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE

Milano, 23.3.2010,

Gentile Sindaco Letizia Moratti,
con questa nostra lettera vogliamo esprimere il nostro stupore per la sua richiesta al Ministro Maroni di introdurre il reato di clandestinità fra quelli per cui la polizia può fare irruzione nelle case senza mandato, per poter applicare questa norma in Via Padova attraverso le nuove ordinanze, che entrano in vigore il 25 marzo e saranno sperimentali fino al 31 luglio.
Ci siamo informati, non ne vediamo la necessita dal momento che è ancora in vigore la legge 18.5.1978 n. 191 che impone di < a qualunque titolo e per un periodo superiore ad 1 mese, di un fabbricato o parte di esso. L’obbligo spetta a chi, avendo la disponibilità dei locali in nome proprio o altrui, li cede ad altri. La legge stabilisce, inoltre, che l’identità del cessionario deve essere obbligatoriamente accertata dal cedente (al fine di compilare con i relativi dati anagrafici il modulo), mediante l’esame di un documento di identità>>.
Ci stupisce maggiormente, però, che questo avvenga dopo l’incontro, da Lei sollecitato, con tutte le realtà che operano nel quartiere, che fossero associazioni di volontariato, culturali, cooperative sociali, parrocchie, comunità straniere. In quell’occasione, tutti costoro hanno sottolineato quanto fosse importante investire soprattutto in vere politiche di integrazione, quanto la loro esperienza decennale sul territorio avesse chiarito che interventi repressivi e
coercitivi volgessero solo a fomentare “paura”, sia tra i cittadini italiani che tra i migranti stessi.
In questo momento, appunto, notiamo una “militarizzazione” della Via Padova, osiamo dire eccessiva, rispetto alla effettiva pericolosità che giustificherebbe un intervento così capillare. Questo porta, a nostro avviso, solo ad alimentare paure spesso ingiustificate, a considerare i “diversi” sempre e comunque indirizzati a delinquere.
Lei stessa sarà al corrente dei numerosi studi di flussi migratori che certificano che, nella maggior parte dei casi, gli immigrati che giungono in Italia sono, all’inizio del loro percorso, «clandestini». Molti altri, lo diventano dopo essere stati regolari. La Caritas segnala che numerosi immigrati iniziano da regolari la loro storia migratoria e finiscono
nell’irregolarità, per la complessità e la contraddittorietà di alcuni aspetti della normativa di legge che regola i flussi.
Abbiamo un’altra idea della nostra città e del nostro quartiere, un’idea per la quale nessun cittadino deve sentirsi straniero. Le nostre esperienze dimostrano che quando si lavora nella direzione della socialità, del riconoscimento e accettazione delle culture, del dialogo, i risultati arrivano, le persone fanno comunità e si sentono più sicure continuando ad essere quello che sono, senza conflitti.
Le chiediamo ancora, come a quell’incontro, un’attenzione verso i problemi sociali delle periferie, sostegno e investimento economico per prevenire i disagi delle stesse, possibilità di creare veri luoghi di incontro e dialogo.
Le chiediamo di non fermarsi alle misure coercitive, di rivedere queste ordinanze che metteranno in strada esseri umani, bambini che frequentano le nostre scuole con profitto e giocano nei nostri parchi insieme a tutti gli altri, senza distinzione di provenienza.
Le chiediamo la considerazione per i migranti, clandestini e no, che dovrebbe derivare dalla carità cristiana, come ci insegnano i nostri parroci, in prima linea nell’accogliere, sostenere, dialogare.
Le chiediamo risorse finanziarie per mettere in sicurezza i palazzi fatiscenti, per recuperare i luoghi abbandonati dall’amministrazione comunale, per trasformarli in scuole, palestre, centri giovanili, ritrovi per gli anziani.
E’ solo in questo modo che via Padova può vivere. Il razzismo, l’odio, il disprezzo per “gli stranieri”, quello che i suoi alleati spargono a piene mani ad ogni occasione, portano inevitabilmente ad una strada senza ritorno che inasprisce le differenze.
Confidiamo che Lei terrà conto di quanto abbiamo ribadito con questa nostra lettera, che ritorna ai temi già esposti all’incontro qui spesso citato.
Con i migliori saluti
Associazione “La Città del Sole-Amici del Parco Trotter”

Aderiscono:

Martesana 2, La Casa della Carità, Comitato Vivere Zona 2, Assab One, Arti Girovaghe,
Associazione Culturale Villa Pallavicini, Associazione Durchblick, SitArt.
Associazione Culturale Orchestra di Via Padova, Legambiente Milano
Teatro Officina, Terre di Mezzo editore. Emergency zona 2/3 Milano
ANPI Crescenzago, Associazione Genitori Elementare Russo, Comitato Genitori-Insegnanti “Casa del Sole”

Per scaricare la lettere inviata al Sindaco, clicca qui.

 
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